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Così resta scritto

"Così resta scritto" è un racconto un po' particolare, uno di quelli che ti vengono in mente in un momento e poi non saresti più in grado di scriverli.
L'ho creato apposta per il Contest Letterario di Elfoladro.it ( edizione 2009, solitamente ne viene fatto uno annuale unico ).

Grazie a questo racconto, ho anche rivisto i miei criteri di autovalutazione, e il risultato s'è fatto sentire: sono arrivato terzo  :)

Molti sarebbero pronti a dire che, in fondo in fondo, un patto col Diavolo sarebbero sempre pronti a farlo. Non so se è vero, e non m'interessa saperlo, perchè alla fine sono solo io quello che l'ha fatto.
Motivi ? Nessuno.
O meglio, l'assenza di motivazioni plausibili era la causa stessa della mia azione, perchè ormai mi sentivo come un capitolo chiuso:
avevo detto tutto quello che potevo dire,
avevo fatto tutto quello che potevo fare,
avevo imparato tutto quello che potevo imparare.
E poi?
Per un momento pensai che, se un tempo gli uomini arrivavano a stento ai quarant'anni, probabilmente un motivo c'era; forse ero provato dal fatto che, non volendo arrendermi, avevo iniziato a ragionare da vecchio molti anni prima del dovuto.
Insomma, avete un'idea della premessa, e alla fine non mi servono scuse: ormai sono arrivato qui.
Da dove sto scrivendo non lo so, questa è una stanza senza porte , senza finestre, senza intercapedini: solo quattro mura di cemento grigio, una lampada, un foglio ed una penna.
Ci ho messo secoli ad arrivare qui, non sto scherzando, dopo che si è morti te lo dicono quanto tempo passa ( soprattutto se hai dei figli in giro per il mondo, così vedi quanti ne muore ), anzi, te lo fanno sapere ossessivamente.
Qualche pazzo ha pensato che la quarta dimensione, oltre la morte, potesse aggirare le leggi fisiche e dispiegare la conoscienza universale , riversandola nel nostro nuovo “corpo spirituale” l'essenza dell'infinito, come incommensurabile premio per una vita retta e giusta.

Puttanate.

La prima cosa che ti capita, è finire a pezzi. Sembra che gli egiziani avessero ragione, alla fine: sei a pezzi. E ciascun pezzo procede per conto suo, e tu li vivi in contemporanea, immerso in un prolungato senso di nausea e voltastomaco. Anche se non hai lo stomaco e tutto il resto, le sensazioni sono autentiche, posso garantirtelo.
Ho rivisto amici di vecchia data, con alcuni pezzi di me, che non avevano mai sofferto in vita loro, almeno non in questo modo.
Credo siano ancora lì, in quella prima fase di decomposizione.
E' inutile che vi spieghi come se ne esce, non c'è un manualetto d'istruzioni, ma dovete conoscervi bene per ricomporvi: se avete dimenticato qualcosa di voi, rischiate di ricominciare da capo.
Non potete lasciare niente, non dovete scordarvi niente, nemmeno le cose più odiose, e non avete alcuna scusa, perchè tra i vostri ricordi e il vostro pensiero non c'è più un fallibile e perdonabile cervello. Quello l'avete perso, è rimasto sotto terra, e sta cadendo a pezzi.
A volte ve lo fanno vedere, molto da vicino, per farvi capire. Un po' come quando metti il ferro caldo sulle chiappe del mulo per farlo andare.
Io sono uscito in soli due secoli, mi sono fatto fregare dopo.

Troppo fiducioso del mio patto con Gabriel, che tutti credono un angelo, me lo ritrovo con un sorriso smagliante che mi puntella col contratto. Mi sono sentito fregato, ed avevo ragione.
Gabriel è un diavolo della lussuria, e se anche siete i più grandi perversi della storia dell'umanità, non sapete cosa possono farvi con l'anima.
Non sono stato ferito e non ho mai sentito dolore, come da contratto, ma la quantità di umiliazioni e offese ha rischiato più volte di rimandarmi alla prima fase, distruggendo l'ego già difficilemente ricomposto.
Di questa parte non voglio scrivere, ma vi lascio detto questo: se pensate che gli animali e gli oggetti non abbiano anche loro un'anima, una rappresentazione spiritica di sorta, fatevi un'esame di coscienza, prima che vi capiti di arrivare qui.

Ah non temete, mentre vi tengono incatenati a qualche strana macchina di tortura, potete vedere anche quelli che ci godono di queste cose, perchè non c'è scampo.
Ciò che odi ti verrà fatto, ciò che ami ti verrà tolto.

Non conosco il nome di tutti i miei aguzzini, non voglio saperlo; so benissimo quanto tempo sono stato in quelle stanze, ma non voglio scriverlo; in questi lidi non esistono limiti, perchè tutto è della stessa materia immateriale, che si plasma sui ricordi e sulla forza di volontà.
Quando non ci sono limiti, non ci sono regole che tengano, se non il puro desiderio di supremazia e divertimento dei tuoi predecessori.

In molti riescono ad apparire nei sogni dei viventi, scatenando le peggiori conseguenze sulla società umana, tanto ossessa dalla morte. La peggiore manifestazione ne sono le religioni, e i poveri credenti la miglior carne da macello che io abbia mai visto: sono infatti convinti di meritare ciò che ottengono, al punto da non avere possibilità alcuna di passare il primo stadio.
Una strategia talmente vincente, nel lungo periodo, che le parti di anima umana vengono usate come moneta corrente per lo scambio di favori.
Ho visto collezioni di braccia, di teste, di organi sessuali: appese su delle mura come trofei di caccia, o scambiate e riplasmate , oppresse e sofferenti, riamalgamate in orrende suppellettili parlanti.

E questo tempo non scade mai;
questo paesaggio non termina mai;
questa storia non ha fine.

Ho capito di essere venduto da demone a demone dopo molti passaggi, forse perchè il mio ultimo padrone non è stato molto accorto: si erano forse dimenticati che io ero appeso alla grotta dove questi giocavano a qualcosa di simile al poker. Orrendo, perchè nelle figure di quelle carte vi erano gli occhi di non so quali condannati.
La lingua sciolta di quei due demoni mi raccontò molte cose che non potevo capire, in sostanza avrei dovuto indovinarle, la mia fu l'unica fortuna concessami dal patto... se in questi termini se ne può parlare.
I due giocarono, e il nuovo padrone mi ottenne, staccandomi dalla parete mi portò nel suo antro.
Quando fummo la, gli proposi lo scambio: i miei ricordi contro la sua collezione di mani destre ( erano 15 pezzi ).
Dallo sguardo capii che non poteva rifiutare, visto quanto fanno gola i ricordi, e in più conoscendo questo segreto ero abbasanza inutile come possedimento: avrei potuto proporre lo scambio con le mani stesse, avrebbero accettato.
Si prese tutti i ricordi della mia vita umana, quello che so fa parte di ciò che è accaduto dopo la morte , che non viene chiamato più ricordo ma arete, e non è negoziabile.
Nell'arete mi è rimasta molto impressa quell'ultima immagine, davanti all'Antro di lui, mentre andavo via con le mani legate a grappolo, e quell'essere che non mi salutava, fissandomi, con in mano una mazzetta oscillante di ricordi.

Questo passaggio mi ha reso simile ad un demone, in realtà sono nella parte di trasformazione, e poi diventerò... altro.
Non lo so più ormai, so che ho scambiato per disperazione, so che non c'era altro modo per passare avanti, ma cos'è un uomo senza la sua vita da uomo?
Qual'è il suo carattere? Non c'è più, ho tolto tutte le mie ragioni per comportarmi in un modo, piuttosto che in un altro. Sono privo di esperienze, e dei loro risultati.
Le ho barattate per migliorare la mia esistenza.
Le ho barattate per dei soldi, del potere, che possa alleviare le pene della morte.
Cos'erano le mie origini, se non una gabbia, una palla e catena di sofferenza?
Adesso sono libero.

Tra quattro mura, in una stanza senza porte , senza finestre, senza intercapedini: solo quattro mura di cemento grigio, una lampada, un foglio ed una penna.
E adesso, anche questo scritto, che posso rileggere e non dimenticare.

 


 

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Così Resta scritto by Joshi Spawnbrood is licensed under a Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Italy License

 

 

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