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Bestiario Fantasy: Orchi e Goblins

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Questo racconto è il primo che ho inviato a http://www.gdrvitruvians.com/ , per iniziare una collaborazione sui loro lavori riguardo il gioco di ruolo: si tratta di una breve vicenda atta a descrivere gli Orchi, secondo il bestiario che stanno compilando.

Per il momento la mia intenzione è di collaborare con dei piccoli racconti come questo, o il piccolo aneddoto riservato ai Goblins, che trovate in coda.

Grazie a tutti per la lettura.on

 

Così resta scritto

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"Così resta scritto" è un racconto un po' particolare, uno di quelli che ti vengono in mente in un momento e poi non saresti più in grado di scriverli.
L'ho creato apposta per il Contest Letterario di Elfoladro.it ( edizione 2009, solitamente ne viene fatto uno annuale unico ).

Grazie a questo racconto, ho anche rivisto i miei criteri di autovalutazione, e il risultato s'è fatto sentire: sono arrivato terzo parimerito :)

 

Urabarotos

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Barkron brandì la sua imponente ascia e la piantò nell'aria a tre millimetri esatti dal colletto dell'uomo. La sua imponente statura taurina troneggiava, appena oltre la porta d'ingresso dalla quale penetrava l'accecante luce diurna.
-Sei finito, feccia.- minacciò, ma una vecchia mano, ingioiellata si posò sul muscoloso polso, imponendo la calma.
-Fermo Barkron, fermo, non sembra battagliero, il nostro.. amico. -
Così parlò Sanahour, Mago Elementale alla corte del Regno di Luksa.
La figuretta davanti a loro, un piccolo uomo allampanato in un pigiama gialliccio della lana più pizzicosa del regno, non incuteva il terrore che ci si aspettava dall'Acerrimo nemico dei Viventi, Urabarotos, Necromante Distruttore, al servizio del Signore del Male.
In quel momento, Urabarotos si sarebbe giusto definito “L'uomo Senza Colazione”, ma l'affilata ascia desiderava un matrimonio con le sue grassocce e delicate cicce.
-Finalmente abbiamo trovato il tuo nascondiglio! -, riprese con fervore Barkron.
“Vendo il vino più mediocre di tutta la città, quello che costa quanto la media di tutta la regione,e fa schifo esattamente quanto la media della metà della popolazione si aspetta che un vino debba fare schifo.. avresti potuto chiedere il mio indirizzo ad un cane e ti avrebbe risposto”, provò a dire, Urabarotos, ma la voce gli si soffocò in gola.
- Le tue malefatte sono volte al termine! -, replicò il Mago.
“ Giuro che non lo metto più tutto quel metabizolfito!!” , parve piangere il'uomo in pigiama.
- I tuoi scagnozzi non valevano una cicca! -, contemplò , vantandosi alquanto leggermente l'asciamunito, indicando la collana di dita indice che penzolava da una delle sue spalline.
“ Ecco chi ha ucciso i miei garzoni alla fiera del Gran Diavolo giù alla valle! L'avevo detto che i costumi da Capro non erano una buona idea!!!”, pianse tra sé l'ometto.
- Le tue lagrime non c'ingannano! Adesso cedi l'Amuleto magico, fonte del tuo potere! -, urlò l'Arcanista Maggiore, puntandogli contro il dito ingioiellato, carico di chissà quale arcana potenza!
Prontamente Urabarotos tolse di tasca un vecchio orologio scassato, che emetteva uno strano ticchettio desincronizzato; Sanahour lo prese in mano con violenza e lo strinse.
- Sento l'Aura malvagia che il Signore del Male ha imprigionato qui dentro!! Dobbiamo distruggerlo al più presto! -
Posò a terra il tondello d'ottone e lo schiacciò violentemente sotto il piede. Rondelle e lancette volarono in ogni direzione.
Urabarotos non fu tanto dispiaciuto dell'oggetto, quanto del fatto che suo padre ci teneva particolarmente, e glielo aveva affidato con mille raccomandazioni. Fortunatamente, suo padre, era morto dieci anni prima.
- La nostra missione giunge al termine! Non resta che sbarazzarci definitivamente di questo infimo essere! - apostrofò Barkron , e caricò l'ascia sulla spalla ( Uroboros avrebbe giurato di aver sentito un sonoro “cla-clack” di caricatore ... )
- Fermo sciagurato! Non si regala la morte ad un seguace del Signore del Male! - , berciò Sanahour gettandosi sulle braccia del compagno - dobbiamo sventare i suoi piani , e sabotarli, ma mai e poi mai useremo armi contro di lui! -
Bark si fermò, incerto, ma ascoltò l'amico, che adesso si rivolgeva a Urabarotos.
- Avanti, portaci nelle tue segrete, che si possano demolire i tuoi macchinari ! -
Il piccoletto, afono dalle lagrime, e con un broncio che avrebbe intenerito un ciocco di legno, accompagnò i due nelle cantine, e si mise da parte, mentre i due si avventavano sui cristalli, lanciando armi e incantesimi a randello.
Esplosero imbuti, canne, bacili, tavoli, scaffali e bottiglie, fino a quando non raggiunsero delle grosse botti. Da esse , un liquido rosso e denso ne fuoriuscì , e si sparse per terra.
I due flagelli saltarono sui gradini urlando: - dannato! Ci ha teso una trappola!! Il sangue dei morti viventi ci renderà come loro!! -
E salirono sulle brevi scale.
Con le scarpe bagnate del vino,ancora carico di governo, e la cantina distrutta, Urabarotos pianse.

Perso il fervore della voglia distruttiva, e inteneriti dal pianto dell'uomo, i due si bloccarono.
Annusando attentamente l'aria, già satura dei profumi, si accorsero che , forse, non avevano distrutto alambicchi alchemici, casse di veleni e botti di membra per i golem..
Effettivamente, quello strano liquido rosso riverso nello scantinato, sembrava molto differente dal sangue, e poteva, con poche ombre di dubbio, ricondurre ad un comune vino mediocre per un popolo mediocre.
I due ridiscesero con la coda fra le gambe e una certa vergogna manifesta, che nemmeno la semioscurità della cantina riusciva a celare.
Per una quindicina di minuti, il triangolo isoscele dei tre ripetette la semplice sequenza: dalla punta acuta partivano due lagrime, che subito cadevano a terra nel vino, e rilanciavano un lebile “clic” nell'ambiente silenzioso; poi partiva una mano dall'altro angolo che frugava in un sacchetto, ed estraeva una grossa moneta d'oro; e per il terzo angolo usciva una qualche pergamena con dei permessi reali di esenzione e promesse d'acquisto reali ( - per le cantine alchemiche, dato che il vino e l'aceto si usano molto per produrre oro- , borbottava piano la figura intonacata ).
Racimolato un consistente rimborso, ed esaurita la tristezza, i tre risalirono.
- Vedi, noi, siamo andati un po' troppo sul sicuro.. - , azzardò il combattente, seguito a ruota dal mago - .. datoche il tuo nome.. insomma.. è esattamente quello che fanno i Seguaci ... -
Per la prima volta in tutta la mattina, il piccolo ometto, parlò, e la voce di questi svelò diversi misteri.
- Urabatos Therensi era mio padre - , sicuramente erano anche le lagrime di prima, ma il tavolinò rischiò di accasciarsi sulle sue gambe a quel suono.
Egli aveva sicuramente ereditato la Voce Cavernosa nella sua forma più pura ( dicesi “Growl” in gergo dei Seguaci del Signore del Male, o , in tempi moderni, enorme polipo alle corde vocali, congenito nella famiglia per difetto genetico ).
I due si scusarono ancora enormemente mentre, con calma e a voce bassa , per risparmiare il mobilio, il piccolo vinaiolo raccontava della sua tranquilla e placida vita, lontano dai meschini e autodistruttivi intenti del padre.. raccontando di tanto in tanto anche i vari episodi che gli avevano fornito amici di corte o tra i generali dell'esercito; cosa che fece aumentare di un'altra fetta il rimborso spese per la cantina.
Verso l'ora di pranzo Urabatos era servito alla miglior locanda del paese, ospite dei due nuovi amici conosciuti in mattinata. Il suo umore era decisamente migliorato.
I tre si lasciarono promettendosi ulteriori visite ed eventuali regali in futuro, nonché la promessa di evitare futuri fraintendimenti di nomi ed eredità varie.

Allo scoccare della mezzanotte, con il Pigiama Rituale, Urabatos aprì la porta della camera, adorna di cuscini rosso sangue e drappi neri, atti a soprrimere qualsiasi luce. Salì sopra il letto e aprì l'enorme tenda rossa che copriva la parete. Al cadere delle tende, l'Orrido Manifesto si mostrò nella sua interezza, al cospetto del giovane Cultista, ed egli pronunciò la sua preghiera conclusiva.
- ... e che la stanchezza di questo giorno possa consumarsi al Buio del tuo Volere, mio Signore-, disse, e cadde a faccia sotto sul cuscino ricamato, dono incantato del suo adorato Signore del Male:
il Dio del Sonno, e del Sacro Riposo, colui che maledice gli Irrequieti con La Terribile Insonnia.

 

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Urabarotos by Joshi Spawnbrood is licensed under a Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Italy License.

 
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